Nel 1855 Napoleone III vuole mostrare i migliori vini di Francia all’Esposizione universale di Parigi. La camera di commercio di Bordeaux passa il compito ai courtiers, i mediatori della piazza, e questi fanno ciò che fanno i mediatori: aprono i registri. In circa due settimane ordinano le tenute del Médoc in cinque classi secondo i prezzi che i loro vini ottengono da decenni. In cima, quattro nomi: Lafite, Latour, Margaux e Haut-Brion. Per stilare la lista nessuno ha degustato.

L’eccezione delle Graves

Haut-Brion è l’eccezione della classificazione, perché non sta nel Médoc ma a Pessac, alle porte di Bordeaux, nelle Graves. Il suo prezzo era semplicemente troppo alto per ignorarlo. La fama è antica: già nel 1663 il diarista londinese Samuel Pepys annota di aver bevuto «Ho Bryan», un vino francese dal gusto più particolare che avesse mai incontrato.

Da sfoggiare all’aperitivo

La classificazione del 1855 fu stilata in due settimane dai mediatori in base ai prezzi di mercato e da allora è cambiata una sola volta: nel 1973, con la promozione di Mouton.

Mezzo secolo per Mouton

La lista passava per intoccabile finché un uomo non la assediò per mezzo secolo. Il barone Philippe de Rothschild prende in mano Mouton nel 1922, a vent’anni, e non sopporta che la sua tenuta sia solo deuxième cru mentre Lafite, il vicino, proprietà dell’altro ramo dei Rothschild, sta in vetta. Il suo motto: «Premier ne puis, second ne daigne, Mouton suis», primo non posso, secondo non mi degno, Mouton sono. Nel 1973 il ministero dell’Agricoltura cede, Mouton diventa premier cru e il motto cambia: «Premier je suis, second je fus, Mouton ne change». È a oggi l’unica modifica al vertice della classificazione.

Mouton è anche la tenuta delle etichette. Dall’annata della vittoria, il 1945, ogni anno un artista disegna l’etichetta: Dalí, Miró, Chagall, Picasso, Warhol, Francis Bacon, Jeff Koons. Il nudo di Balthus per il 1993 fu respinto dalle autorità americane; le bottiglie per gli Stati Uniti rimasero con l’etichetta vuota. I proprietari dei cinque sono oggi due rami dei Rothschild a Lafite e a Mouton, la famiglia Dillon a Haut-Brion dal 1935, la famiglia Mentzelopoulos a Margaux dal 1977 e il gruppo Artémis di François Pinault a Latour dal 1993.

Tenute in classifica, non vigne

Per il bicchiere significa: la classificazione valuta tenute, non vigne, e dal 1855 non è mai stata rivista. Chi vuole conoscere lo stile senza pagare il prezzo di un premier cru punta sui secondi vini degli château o su un cinquième cru dello stesso villaggio. Le uve sono le stesse: Cabernet Sauvignon e Merlot, che crescono anche in Ticino e in Vallese.