Vitigno
Gamay
Il Gamay in Svizzera: il vitigno del Beaujolais a Ginevra, nel canton Vaud e in Vallese, partner del Pinot Noir nella Dôle. Origine, aromi e abbinamenti.
- Colore
- Rosso
- Genealogia
- Incrocio naturale Pinot × Gouais Blanc (analisi DNA 1999), originario della Borgogna
- Vigneto svizzero
- Poco più di 1 000 ettari, quasi interamente nella Svizzera romanda: Vallese, Vaud, Ginevra
- Aromi tipici
- Fragola, lampone, ciliegia, pepe, violetta
- Abbinamento classico
- Salumi, saucisson vaudois con il papet, salsicce alla griglia
- Sinonimo
- Gamay Noir à Jus Blanc
Con poco più di 1 000 ettari il Gamay è, dopo il Pinot Noir, il secondo vitigno rosso della Svizzera, coltivato quasi interamente nei cantoni romandi. Le superfici maggiori si trovano in Vallese e a Vaud; a Ginevra è il primo vitigno rosso. È la stessa uva del Beaujolais, e il nome completo, Gamay Noir à Jus Blanc, lo distingue dai Gamay tintori a polpa rossa usati un tempo per rafforzare il colore.
La sua genealogia è ben nota. Un’analisi del DNA pubblicata nel 1999 ha dimostrato che il Gamay è un incrocio naturale di Pinot e Gouais Blanc, un vitigno contadino un tempo diffuso nel nord-est della Francia; è quindi fratello di Chardonnay e Aligoté. In Borgogna era documentato già nel Trecento, quando nel 1395 il duca di Borgogna ne ordinò l’estirpazione a favore del Pinot Noir. Il vitigno germoglia e matura presto, produce generosamente e tollera i suoli poveri: per questo i viticoltori continuarono a piantarlo nonostante il duca.
In Svizzera il Gamay compare raramente da solo nelle grandi carte, ma è ovunque nel bicchiere. In Vallese è il partner minore nella Dôle, l’assemblaggio rosso tradizionale basato su Pinot Noir e Gamay in cui il Pinot deve avere la quota maggiore; Vaud ha il suo equivalente nel Salvagnin. Da solo, un Gamay dalle ghiaie glaciali di Ginevra o dalla Côte vodese è un rosso vivace, di medio corpo, con frutti rossi croccanti, e alcuni produttori vallesani e ginevrini ne ricavano cuvée serie da vecchie vigne, con vera profondità. Ginevra lo usa anche per il rosato e per vini a macerazione carbonica alla maniera del Beaujolais.
Aspettatevi fragola, lampone e ciliegia, a volte una nota pepata o di violetta, acidità vivace e tannini leggeri e fini. È un vino per una cucina senza cerimonie: un piatto di salumi, un saucisson vaudois con il papet, salsicce alla griglia, un pollo arrosto, una quiche o un formaggio delicato. Servitelo fresco, attorno ai 14 gradi, e bevetelo giovane: questo vitigno premia la freschezza più della pazienza.