Vitigno
Pinot Noir
Il Pinot Noir, Blauburgunder nella Svizzera tedesca: il vitigno più coltivato del Paese. Origine, stili dai Grigioni a Neuchâtel e abbinamenti.
- Colore
- Rosso
- Origine
- Borgogna, dove è documentato dal Trecento; nel canton Vaud dalla fine del Quattrocento come Servagnin
- Vigneto svizzero
- Circa 3 600 ettari in tutte le regioni, di cui circa 1 200 in Vallese
- Aromi tipici
- Ciliegia, lampone, violetta; con l’età sottobosco, cuoio, tabacco
- Abbinamento classico
- Pollame, anatra, risotto ai funghi, carne secca dei Grigioni
- Sinonimi
- Blauburgunder, un tempo anche Clevner (Svizzera tedesca), Spätburgunder (Germania)
Il Pinot Noir è il vitigno più coltivato della Svizzera in assoluto, rossi e bianchi compresi. Con circa 3 600 ettari cresce in ogni regione vinicola: il Vallese è il primo cantone con circa 1 200 ettari, ma i cantoni di lingua tedesca messi insieme ne coltivano un po’ di più, seguiti da Vaud e dai Tre Laghi. Nella Svizzera tedesca l’etichetta dice di solito Blauburgunder, e sulle bottiglie più vecchie si legge ancora Clevner; oltre confine, in Germania, è lo Spätburgunder. È lo stesso vitigno dei rossi di Borgogna, dove è documentato dal Trecento, e nel canton Vaud è coltivato dalla fine del Quattrocento con il nome di Servagnin.
L’uva è esigente. Germoglia presto e teme quindi le gelate primaverili, la buccia sottile marcisce facilmente in un autunno piovoso e ha bisogno di suoli calcarei o ben drenati per maturare lentamente. La ricompensa è un vino che rispecchia il suo terroir più fedelmente di quasi ogni altro rosso: per questo il Pinot Noir svizzero va dal vino di paese leggero e dissetante alle bottiglie serie che rivaleggiano con la Borgogna.
Tre zone vi hanno costruito la propria fama. La Bündner Herrschaft nei Grigioni, attorno a Fläsch, Maienfeld, Jenins e Malans, è scaldata dal favonio e produce Pinot Noir densi, affinati in legno, tra i rossi più ricercati del Paese. Neuchâtel produce sia rossi tesi e minerali sia il rosato pallido chiamato Œil-de-Perdrix, l’occhio di pernice. Sciaffusa si definisce Blauburgunderland, e i villaggi sul lago di Zurigo e nel Weinland zurighese coltivano da tempo lo stile più leggero e fruttato. In Vallese il Pinot Noir è inoltre la spina dorsale della Dôle, l’assemblaggio tradizionale con il Gamay in cui il Pinot deve avere la quota maggiore.
Nel bicchiere un Pinot Noir giovane mostra ciliegia rossa, lampone e un accenno di violetta, con tannini morbidi e acidità fresca. Con l’età, e un po’ di legno, vira verso sottobosco, foglie secche, cuoio e tabacco. A tavola è accomodante: pollame arrosto, anatra, un risotto ai funghi, la carne secca dei Grigioni o un piatto di formaggi d’alpe stagionati vanno tutti bene. Servitelo leggermente fresco, attorno ai 14–16 gradi, e aprite le cuvée serie solo qualche anno dopo la vendemmia.