Vitigno

Chardonnay

Lo Chardonnay in Svizzera: circa 400 ettari in tutte e sei le regioni, come bianco fresco, in barrique e come spumante. Origine, stili, abbinamenti.

Colore
Bianco
Origine
Borgogna; incrocio naturale tra Pinot e Gouais Blanc
Coltivazione in Svizzera
Circa 400 ettari; Ginevra, Svizzera tedesca, Vallese e Ticino in testa
Aromi tipici
Mela verde, agrumi, pera; in barrique burro, vaniglia, nocciola
Abbinamento classico
Filetti di pesce persico, pollame alla panna, Vacherin Fribourgeois
Stili
Fresco in acciaio, affinato in barrique, spumante metodo tradizionale

Lo Chardonnay è il bianco della Borgogna, il vitigno di Chablis, Meursault e Montrachet, e al tempo stesso il vitigno bianco più noto al mondo. Geneticamente è un figlio del Medioevo: un incrocio naturale tra Pinot e Gouais Blanc, la stessa combinazione di genitori da cui sono nati Gamay, Aligoté e Melon. Prende il nome dal villaggio di Chardonnay, nel Mâconnais. Ciò che lo rende tanto fortunato è la sua adattabilità: cresce in zone fresche come in zone calde, dà acidità e mineralità sul calcare e accetta l’affinamento in legno come quasi nessun altro vitigno.

In Svizzera ci sono circa 400 ettari di Chardonnay, in crescita da anni, ed è l’unico vitigno bianco che ha un ruolo in tutte e sei le regioni vinicole. Oltre un quarto si trova a Ginevra, un quinto nella Svizzera tedesca, poi seguono Vallese, Ticino, Vaud e Tre Laghi. Il clima svizzero è piuttosto fresco per lo Chardonnay, il che conserva ai vini un’acidità vivace e li distingue dalle versioni grasse dei Paesi più caldi.

Tre stili dominano. Vinificato in acciaio, lo Chardonnay è un bianco secco e nitido con mela verde, agrumi e pera, da bere giovane. Fermentato in barrique e affinato sui lieviti diventa cremoso, con burro, vaniglia, nocciola e brioche; questa via borgognona è seguita soprattutto dalle aziende del Ticino, della Bündner Herrschaft e del Weinland zurighese, e i vini migliori reggono cinque, dieci anni. Il terzo stile è lo spumante: nella Romandia, in particolare a Ginevra, in Vaud e nel Neocastellano, lo Chardonnay forma con il Pinot Noir la base di molti spumanti metodo tradizionale, con seconda fermentazione in bottiglia. Lì lo si apprezza proprio per l’acidità e la fine nota di lievito.

A tavola si segue lo stile. Lo Chardonnay fresco accompagna filetti di pesce persico, coregone, frutti di mare, sushi e verdure. Quello affinato in legno chiede piatti più ricchi: pollame alla panna, vitello, pasta con la panna, risotto ai funghi, e tra i formaggi Vacherin Fribourgeois, Tête de Moine o Appenzeller. Il fresco si serve tra 8 e 10 gradi, il potente tra 10 e 12, lo spumante ben freddo.

Chi vuole scoprire lo Chardonnay svizzero parta da Ginevra, dove il vitigno è tra le principali uve bianche e viene vinificato in entrambi gli stili da Satigny a Dardagny, e lo confronti con uno Chardonnay affinato in legno del Mendrisiotto o di Malans. Il suo carattere internazionale gli ha a lungo procurato in Svizzera la fama di vino qualunque; le bottiglie migliori dimostrano il contrario.

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